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LA RETE

UN NUOVO PROGETTO DI RETE

La valorizzazione del patrimonio archeologico e culturale attraverso la gestione integrata dei beni: il villaggio di Casazza, la necropoli e l’Accademia Tadini di Lovere, la villa di Predore

Il progetto di correlare i quattro luoghi di interesse archeologico e culturale, compresi nel bacino territoriale della Comunità Montana dei Laghi Bergamaschi, fu promosso dalla Soprintendenza, in seguito alle importanti scoperte effettuate; ne è seguito il programma culturale di valorizzazione, elaborato nel 2013 grazie alla forte volontà delle Amministrazioni locali coinvolte, che si è articolato secondo precisi dettagli metodologici, di procedura, finanziabilità e gestione, mirati alla “valenza identitaria” del patrimonio territoriale. I caratteri del paesaggio, le sue vocazioni e le sue specificità, riconosciuti quali elementi sostanziali del tessuto connettivo del patrimonio diffuso, hanno qualificato gli aspetti sociali ed economici sin dall’età romana, epoca che accomuna i siti archeologici, posti al centro di una fitta rete di collegamenti, per via terrestre e per via lacustre, tra Bergamo, Brescia e la Val Camonica. In un paesaggio tipicamente lacuale, che si affaccia sul lago d’Iseo, era stata costruita la lussuosa villa di Predore, appartenuta all’illustre famiglia bresciana dei Nonii e si era affermata Lovere, connotata dalla necropoli con rarissimi oggetti di prestigio; in un contesto collinare si colloca, invece, il villaggio di Casazza, importante testimonianza di vita quotidiana sino ad epoca tardo antica-altomedievale. Si auspica ora che l’identità territoriale così configurata possa essere integrata in un sistema più ampio, comprensivo delle aree archeologiche già valorizzate in Città Alta a Bergamo, a Parre e, nell’area di pianura, a Bariano, nell’ex Convento dei Neveri, con il vicino Museo Archeologico di Pagazzano.

Maria Fortunati, Archeologo Direttore della Soprintendenza Archeologia della Lombardia

Lo sviluppo del progetto e dei contatti ha portato, nel 2018, all'adesione del Comune di Parre, per l’Oppidum degli Orobi, e alla collaborazione con le realtà della pianura bergamasca. Nel 2020 la rete si amplia ulteriormente, con l’ingresso del Comune di Sovere, per il Parco dei laghi fossili e l’area d’interesse archeologico della Madonna della Torre. L’orizzonte cronologico di età romana viene così definitivamente travalicato, ma sempre rispettando e perseguendo le finalità di ricerca e valorizzazione dell’identità di questo territorio.

I SOGGETTI COINVOLTI

COMUNE DI LOVERE

ACCADEMIA TADINI

COMUNE DI PREDORE

COMUNE DI CASAZZA

COMUNE DI PARRE

COMUNE DI SOVERE

INFO SUL PROGETTO

info@pad-bg.it