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SOPRINTENDENZA ARCHEOLOGIA DELLA LOMBARDIA

I percorsi archeologici “diffusi”, che tra esposizioni museali tematiche ed aree archeologiche, meticolosamente salvate e protette all’interno di recenti interventi edilizi, conducono da Casazza a Predore a Lovere si traducono in uno straordinario spaccato sull’area prealpina bergamasca in età romana. A Casazza, il villaggio (vicus) di avanzata età romana di Cavellas (dalla base celtica *cauo- ), che darà peraltro il nome alla Val Cavallina, rappresenta efficacemente la vita quotidiana della popolazione comune, lungo un’importante direttrice di collegamento intravallivo; la ricca villa romana di Predore, che dà il nome al paese (Praetorium nel senso di “villa signorile”, secondo l’uso comune in età tardo-romana), ci mostra invece i risvolti della vita aristocratica negli aspetti dell’otium e nell’attività più pragmatica della gestione economica di vasti ed articolati possedimenti fondiari; il ricco e già noto sepolcreto di Lovere, in una località che ricorda nel nome l’attività di flottazione tra Iseo ed Oglio dei grandi tronchi di quercia, esprime infine non solo la “città dei morti” ma anche si presenta come la porta della Val Camonica, con i suoi inconfondibili caratteri identitari, come i tipici boccali per degustare il vino ricavato dall’uva retica elogiata da Plinio. La sinergia tra realtà varie, uffici statali di tutela, amministrazioni locali, fondazioni ed associazioni, per valorizzare in una rete comune siti diversi e complementari, propone così al visitatore un viaggio nello spazio e nel tempo di sicuro fascino ed interesse, consentendo di comprendere sotto diversi aspetti la realtà delle genti orobiche nel mondo romano.

Filippo Maria Gambari - Soprintendente per l’Archeologia della Lombardia